lunedì 17 dicembre 2018

The constant gardener... ovvero come uscire dal Roseto senza pungersi

Eccoci con il consueto appuntamento del lunedì, la disamina tattica del match. Stavolta tocca alla vittoria in esterna di TVB in Abruzzo. Un successo prezioso perché maturato in un momento di difficoltà. Checché ne possano pensare i detrattori o i critici a prescindere, non è semplice affrontare la trasferta più lunga e dunque più stancante della stagione regolare (Cagliari a parte, ma quello è un altro discorso) per fronteggiare una squadra teoricamente più debole ma galvanizzata da alcuni recenti successi e forte di una gioventù che si traduce in atletismo e sfrontatezza. Aggiungiamo al conto le difficoltà d'allenamento - Imbrò bloccato dalla tendinite, Tomassini che tarda a rientrare, Barbante out per la spalla, Epifani ancora non disponibile, Burnett che salta la prima seduta della settimana - ed il quadro è tutt'altro che confortante. Non dimentichiamo infatti che la partita domenicale è figlia del lavoro svolto nei cinque giorni precedenti, quindi potersi allenare a ranghi completi è ben diverso da dover fare di necessità virtù.

Eppure, a dispetto di tutte queste insidie e di molte altre palesatesi in partita, la De' Longhi è tornata da Roseto senza graffiarsi nel ginepraio di coach D'Arcangeli. Merito sostanzialmente di due fattori. Il primo è psicologico. Dopo la spallata iniziale degli Sharks, coincisa con una pericolosa abulia offensiva, il rischio concreto di un crollo mentale era palese. Invece è bastato poco, una percussione di Uglietti o la bomba a freddo di Sarto, per ridare fiato e rilanciare tutta la truppa biancoceleste. Che poi si è affidata a Wayns, particolarmente efficace nel secondo quarto, per scavare il solco da difendere.

Il secondo fattore è squisitamente tecnico. Contro un'avversaria veloce ed atletica ma impostata per un gioco controllato difensivamente, la chiave tattica è stata la pazienza. Prima appoggiando palla in post a Tessitori, anche rischiando di perdere qualche possesso ma venendo ripagati dalle giocate di potenza e di fioretto del pisano. Poi lasciando carta bianca a Burnett le cui potenti incursioni non erano arrestabili da nessun abruzzese. Vincere una gara in cui il tiro da 3 non funziona (5/19) ed in cui le ali forti patiscono il dinamismo di Akele poteva sembrare complicato. Invece, a parte i primi minuti di partita ed uno sbandamento a cavallo della terza sirena, TVB è riuscita a centrare l'obiettivo. Il settebello in mano a Menetti ripaga del lavoro svolto e consente di puntare a chiudere dicembre con un filotto di successi, speculando sugli ultimi due turni interni con Ravenna e UCC Piacenza. Abbastanza per inseguire la capolista Fortitudo, a due punti di distanza, e per porre una seria ipoteca sulla partecipazione alle Finali di Coppa. Quindi, ora più che mai, chi si ferma è perduto. Il mantra d'ora in avanti è "perseverare".

domenica 16 dicembre 2018

E penso a Tex...

Consueto appuntamento con le pagelle post partita. Domattina l'analisi della gara vinta da TVB a Roseto.

Person 5,5: individualista è il termine esatto per definire una guardia che si prende il 40% dei tiri dall'arco di squadra (sbagliandone 7 su 10, va detto) e perde 6 sanguinosi palloni. Unico pregio, la capacità di attaccare a testa bassa per calamitare falli altrui. La dirigenza Sharks in passato aveva pescato guardie dal talento sopraffino spendendo pochi soldi. Questo Person non rientra nella categoria.
Rodriguez 4,5: dovrebbe essere un play, gioca principalmente da guardia. Poche idee e parecchio confuse. E cinque falli, uno meno utile dell'altro.
Ianelli 6: è in campo durante il break a cavallo dell'ultima pausa. Difensivamente non dispiace, in attacco è invisibile.
Nikolic 5: né carne né pesce. Doti tecniche interessanti, è pur sempre un play di 2 metri. Ma gli mancano freddezza nelle scelte, raziocinio nell'amministrazione e posizione difensiva. Acerbo, l'esperienza americana non pare avergli giovato.
Eboua 5: buttato in campo quasi per disperazione, non ne combina una giusta. La sua scusante è la scarsa esperienza ma sarebbe il caso di sfruttare le occasioni in campo per crescere.
Sherrod 5: inizia positivamente, bei numeri contro Chillo, poi si fa surclassare da Tessitori. Tanti minuti in panchina, al rientro in campo non fa nulla. E Treviso scappa.
Akele 6,5: impreciso sia in azione che in lunetta, ma il dinamismo a volte paga. Da 4 tattico surclassa nei movimenti sia Lombardi che Antonutti. Ancora grezzo in difesa ma il futuro gli appartiene.
Panopio 7: coraggioso a buttarsi su ogni pallone ed a cercare l'entrata in penetrazione. Arcigno anche in marcatura. Senza paura, indubbiamente il migliore per la sua squadra.
Pierich 3: lento e pachidermico, la mano non sembra più quella dei giorni migliori. A tratti sembra un giocatore da Promozione. Con la differenza che quest'ultima categoria comprende soltanto amatori e dopolavoristi.
D'Arcangeli 6: senza Bushati deve reinventare un quintetto già povero di alternative. La mossa teoricamente vincente è il ricorso alla gioventù di Panopio e Ianelli ed al quintetto senza centro. Il colpo da ko resta però in canna: non è colpa sua se il teorico centro di riserva è Pierich e se Person spara a salve.

Tessitori 7,5: si regala persino una tripla frontale in quella che è una delle sue prestazioni migliori. Gli serve un quarto per prendere le misure a Sherrod, poi diventa devastante. Non è casuale che la De' Longhi accusi difficoltà quando il pisano deve rifiatare in panchina.
Burnett 7,5: a lungo silente e giocatore di sponda. Nel finale si accende colpendo al cuore Roseto con penetrazioni al ferro, sempre dal lato sinistro, evidenziando le lacune della retroguardia abruzzese.
Sarto 6: senza Imbrò, ha spazio e responsabilità. Si presenta al match con una provvidenziale tripla. Poi poco o nulla.
Alviti 6: sufficienza raggiunta col lavoro di squadra ed i rimbalzi (7, tutti in difesa). Sugli spalti ha un nugolo di tifosi personali ma davanti ad amici e parenti offre una prestazione balistica da dimenticare, con un 1/6 da 3 che grida vendetta.
Wayns 6,5: la sua partita è tutta nel secondo quarto in cui infila 9 dei suoi 11 punti totali. Per l'ennesima volta: è una guardia in un corpo da play, quindi occorre tanta pazienza. Intanto però ha capito come rendersi utile.
Antonutti 5: non tiene Akele che sguscia da ogni parte. E davanti punge pochino. Nota statistica, i rilevatori gli attribuiscono erroneamente due liberi tirati e sbagliati da Burnett, abbassandogli la percentuale in lunetta al 50. Karma riequilibrato dopo lo 0/2 di un anno fa ad Imola attribuito a Fantinelli?
Chillo 4: partita da incubo, Sherrod sembra Charles Barkley contro di lui. -7 di plus/minus, unico negativo di tutta TVB. Non una casualità.
Uglietti 6,5: nota stonata quelle 3 palle perse ma al solito il suo ingresso in campo rivitalizza tutta la De' Longhi. Sgrava Wayns dai compiti di regia, difende duro su ogni esterno avversario e si conferma velenoso in entrata. Preziosissimo.
Lombardi 5: dopo tante belle partite, una prestazione decisamente sottotono. Succede.
Menetti 6,5: la sua squadra fatica a giocare a ritmo basso e non riesce ad ottenere quei recuperi vitali per scatenare il contropiede. Senza Imbrò e con basse percentuali da 3 (26%) trova l'antidoto nelle accelerazioni degli esterni e nel post basso di Tessitori.

lunedì 10 dicembre 2018

Progresso e progressione

Nono referto rosa in campionato, sesto consecutivo. Come si spiega la metamorfosi della De' Longhi da squadra-cantiere balbettante ed incerta a schiacciasassi capace di limitare i migliori attacchi dell'A2/Est ovvero Imola e Forlì?

Partiamo da un presupposto. Come insegnava nelle stagioni passate Stefano Pillastrini, la difesa è presupposto irrinunciabile per la costruzione di una identità di squadra. Ed il miglioramento di TVB parte da lì, da una decisa crescita che passa attraverso la consapevolezza del ruolo di ciascun biancoceleste. La presenza in quintetto base di Davide Alviti e di Eric Lombardi equivale ad atletismo, rapidità, braccia lunghe da impiegare per sporcare linee di passaggio. La dimostrazione: contro l'Unieuro, saldo positivo tra recuperi e perse (12-9), con quattro intercetti del ciociaro e due del piemontese. E 20 palloni gettati alle ortiche dai romagnoli. Con conseguente contropiede, primario soprattutto, che esalta le capacità in campo aperto dei tanti elementi a disposizione di coach Menetti e che riduce i rischi di doversi affidare soprattutto al gioco controllato.

Ecco, la dimensione a metà campo. Tallone d'Achille (non di Chillo, con buona pace del mio socio di telecronache Ubaldo) di TVB sin dal precampionato, l'attacco a difesa schierata ogni tanto riserva ancora qualche incertezza. Lo si è visto anche ieri, all'inizio, contro Forlì. Coach Menetti ha puntato il dito contro i primi minuti, con diverse problematiche legate ad una manovra poco fluida, qualche personalismo, situazioni delicate risolte il più delle volte da un Tessitori in netta crescita. Ormai è evidente che questo gruppo necessita di un minimo di tranquillità unita a fiducia: con simili presupposti è possibile anche far assumere a Maalik Wayns le fattezze di playmaker.

Torniamo ancora una volta sull'americano ex Sixers. Autentica cartina tornasole dei progressi di tutta Treviso Basket, Wayns sta dimostrando che l'operazione psicologica funziona. Prendiamo la partita di ieri: inizi di gara in difficoltà, sbagliando qualche tiro (comunque tutte soluzioni ben costruite) e non riuscendo sempre a leggere le situazioni, patendo la velocità di Bonacini sul fronte opposto. Poi, al momento opportuno, ecco la svolta: due penetrazioni al ferro colte riconoscendo quella frazione di incertezza di Forlì; dopo la pausa, fuoco alle polveri e pioggia di bombe all'interno del break decisivo. In termini statistici, da -1 di valutazione e -3 di plus/minus a +10 e +8 rispettivamente. Casualità?

Parliamo anche di Lombardi. La promozione in quintetto base non è solo figlia del buon stato di forma dell'ala che ha finalmente dimenticato l'incidente estivo con lo scooter. Eric in fondo si è preso quel naturale ruolo di 4 atletico pensato lo scorso giugno per un americano, piano tecnico poi saltato a causa del pasticcio Fantinelli - un problema non solo di comunicazione, visto che il gran rifiuto è costato il cambio di strategia con una coppia straniera di guardie, Tomassini da aspettare ed Antonutti da tenere obtorto collo. Lombardi consente alla De' Longhi di avere maggiore copertura in difesa, esalta le capacità di tiratore di Alviti, può aprirsi a sua volta per il pick'n'roll (o pop) e, aspetto importantissimo, può aiutare Tessitori alternandosi con lui in marcatura sul lungo più pericoloso.

Poi c'è tutto il resto. Cioè i miglioramenti di Imbrò, sempre più responsabilizzato, o l'affidabilità di Uglietti. Tutti puntelli alle solite certezze, vale a dire Burnett e Chillo, più Antonutti che in uscita dalla panca acquista un senso compiuto senza far perdere alla squadra preziosa energia difensiva. Da questi presupposti si può costruire una grande stagione, dimenticando le azzoppate rimediate ad ottobre tra Fortitudo e Cento. Gli esami comunque non finiscono mai e domenica a Roseto, nella trasferta più lunga e faticosa della regular season, si potrà avere ulteriore riprova. Gli Sharks hanno dimostrato di essere battaglieri passando in rimonta ed overtime a Piacenza, sponda Assigeco. Quindi, occhi aperti in Abruzzo.

domenica 9 dicembre 2018

Un collettivo che fa sognare

Appuntamento a domani con l'analisi tecnico-tattica. Intanto, godetevi le pagelle di Treviso-Forlì.

Tessitori 7,5: ovvero, come non lasciarsi condizionare da due falli iniziali (uno dubbio, l'altro frutto di distrazione) per giocare il resto della partita con un'intensità pazzesca. Ben oltre le cifre, che raccontano di 13 punti, 7 rimbalzi e 3 stoppate, Tex marchia a fuoco la gara con la dote migliore, quella che forse finora gli ha precluso palcoscenici di maggior spessore. Ovvero la concentrazione.
Burnett 7: la sua fiammata realizzativa è tutta a fine secondo quarto. Libero, tripla, due percussioni di cui la seconda con recupero a metà campo e schiacciata. Prima e dopo, tanto movimento al servizio del gruppo, con due recuperi e 4 assist. Un po' d'apprensione per la ricaduta in area dopo una stoppata fallosa subita, ma non dovrebbero esserci conseguenze.
Sarto ng: tanto garbage time, ingiudicabile.
Alviti 6,5: si fa apprezzare per la determinazione con cui cerca (e trova) gli anticipi sugli avversari. Non si capisce granché col metro arbitrale, riducendo a suon di falli minutaggio ed incisività offensiva.
Wayns 7,5: la miglior dimostrazione del significato del sostantivo "fiducia". Dopo 5 errori al tiro Maalik continua a giocare con la necessaria attenzione e viene premiato: prima vede la difesa forlivese aprirsi al suo tentativo di penetrazione, poi trova spazio sul perimetro per colpire. Seconda prestazione convincente in fila.
Antonutti 7: inizio in sordina, forse il peggiore del lotto nel primo quarto vittima anche del nervosismo in seguito alle botte prese da Oxilia. Ripresa ben più solida, con qualche punto esclamativo qua e là. Partire dalla panca fa bene a lui ed alla squadra.
Imbrò 7,5: rispetto ad un anno fa è un altro giocatore. Duro e determinato in difesa, ordinato nella gestione dei possessi, letale in fase offensiva. La chicca è la tripla (di tabella) a fine terzo quarto: martedì alla ripresa degli allenamenti a S. Antonino si attende un ben vassoio di cannoli siciliani.
Chillo 6,5: Lawson non è un cliente facilissimo da trattare ma col passare dei minuti il bolognese capisce come reagire. E quando si sposta su Donzelli e De Laurentiis risulta efficace anche sul fronte offensivo.
Uglietti 7: sorpresi? Guardate l'efficacia globale del silente esterno torinese. Con lui in campo, TVB a +24. Le statistiche non mentono. Ed i compagni ringraziano per gli assist (5).
Lombardi 7: un po' molle all'inizio, poi si esalta. Recupera e stoppa su Donzelli, poi toglie la sedia sotto il sedere di Lawson e quando trova spazio in campo aperto accende i booster e decolla. Eric è pedina imprescindibile di questa De' Longhi. Ah, dimenticavamo: 6 rimbalzi, tanto per gradire.
Menetti 7: chiedeva applicazione difensiva e non è rimasto deluso. Col trascorrere delle settimane i meccanismi risultano sempre più oliati, pur esprimendo giochi più semplici, specie in attacco. La squadra sta rispondendo e lui non può che esserne contento. Aspetta solo buone notizie dai medici, riavere Tomassini entro Natale non sarebbe male.

Tremolada ng: vedi Sarto.
Marini 4,5: 22% al tiro (compresa tabellata), 5 falli spesi, pochissimi barlumi di concentrazione. Un disastro.
Donzelli 4,5: praticamente invisibile. Sovrastato da Lombardi sul piano atletico, si fa surclassare anche dal più lento e tecnico Antonutti. Persino Chillo trova movimenti vincenti contro di lui.
Bonacini 6: forse l'unico a salvarsi nel marasma forlivese. Gioca con personalità, coinvolgendo i compagni e surrogando al meglio l'assenza di Giachetti. Certo, avrebbe bisogno di supporto, specie in termini di mentalità... invece predica nel deserto.
Piazza ng: un paio di buoni minuti nel primo tempo, lo si rivede a partita finita. Ininfluente.
Oxilia 3: gli arbitri gli concedono parecchie porcherie e lui mena fendenti proibiti, senza tuttavia fermare il contropiede avversario. Davvero pessimo. I suoi 2 punti? Bottino raccolto negli ultimissimi scampoli di gara.
Lawson 5,5: gioca quasi da solo. Finché la mette è anche utile ma alla lunga i suoi isolamenti sono deleteri. Cantare e portare la croce non è semplice per nessuno, nemmeno per un veterano del suo calibro.
De Laurentiis 5: quasi impalpabile, girovaga spesso lontano dall'area in attacco senza pungere né appoggiare la palla. Ma non era un centro?
Johnson 3: ha l'alibi dell'infortunio in corso d'opera ma anche prima di farsi male la prova dell'americano è deficitaria: 9% al tiro in azione(!), tre stoppate subite, non certo una prova da americano.
Valli 5: le prova tutte per raddrizzare una gara sempre più da incubo. Chiama ogni timeout possibile, lascia il suo vice ad allenare osservando da seduto (mossa alla Messina, suo vecchio maestro), prova a farsi dare tecnico dai fischietti. Niente, i suoi giocatori non capiscono. E affondano in un gelido -32.

giovedì 6 dicembre 2018

That's Wayns, pilgrims!

CAPITOLO 8: IN MAALIK WE TRUST

Eccoci con l'analisi tecnica e tattica di TVB-Andrea Costa. Una partita sostanzialmente semplice, almeno per la squadra di casa. Primo, perché finalmente la difesa biancoceleste ha fornito una sufficiente continuità di rendimento nella chiusura degli spazi - con la notevole eccezione dei 10 minuti a cavallo tra secondo e terzo quarto in cui Fultz ha ringraziato e beneficiato. Secondo, perché a fronte delle difficoltà dei centri si è notato un netto progresso di Eric Lombardi, puntuale e preciso come di rado gli era capitato finora. Terzo, perché Maalik Wayns ha dimostrato di non essere un corpo avulso ma un giocatore capace di segnare e coinvolgere, sfruttando al meglio la circolazione di palla di cui è stato autorevole protagonista.

Ecco, parliamo proprio di Wayns. Un elemento finora criticato (a ragion veduta) per le difficoltà incontrate nell'adattarsi al gioco della Serie A2 in generale ed alle necessità della De' Longhi in particolare. Troppo guardia e poco play, si diceva: questo in effetti spiega le scelte estive di circondare l'ex Joventud di trattatori di palla, da Burnett a Uglietti passando per la conferma di Imbrò. Il tutto in attesa del rientro di Tomassini, ça va sans dire, che ridisegnerà compiti e gerarchie anche se con tempistiche tutte da valutare. Wayns finora aveva impressionato positivamente solo in precampionato e segnatamente a Caorle contro il Bamberg. Ieri sera si è rivisto lo stesso Maalik del PalaMare: piccola carburazione da diesel nell'abbrivio, poi una progressione potente e contraddistinta da un rendimento costante. Ok, l'avversario diretto non era il top assoluto di categoria - Fultz è un onesto interprete del ruolo che si basa sull'esperienza, Bowers ha giocato forse la peggior partita della stagione e il giovane Montanari ha fatto il possibile - tuttavia la prestazione di Wayns è incoraggiante.

Il plus/minus, indice statistico spesso snobbato o sottovalutato, in realtà contribuisce a fotografare con buona precisione il rendimento del singolo all'interno di un gruppo. Ebbene, ieri sera Wayns e Lombardi hanno fatturato il medesimo risultato: +25. Tradotto: con loro due in campo, TVB ha ottenuto il maggior vantaggio possibile nel match. Casualità? No. Perché entrambi hanno marchiato a fuoco la gara. Per referenze, chiedere a BJ Raymond che, alla faccia del premio di MVP del mese di novembre ad Est, ha collezionato un -26 eclatante ed eloquente, dovendo fronteggiare un avversario (il piemontese) perfettamente concentrato in ambo le metà del campo.

Per stavolta ça suffit. Se ne riparlerà domenica quando arriverà Forlì. Ovvero l'asse Giachetti-Lawson. Una gara che vale un pezzetto di Final Eight e che potrà fungere da banco di prova per i progressi della Menetti-band.

mercoledì 5 dicembre 2018

Ottovolante Wayns

Per stavolta, spazio alle sole pagelle della partita. A domani per l'analisi tattica di Treviso-Imola.

Tessitori 6,5: la cura-Nazionale non gli fa benissimo. Tante energie spese ma resa non esente da pecche. Una chicca le due stoppate, di cui una ad effetto "murata" volley-style.
Burnett 7,5: aggressivo ed essenziale. Sbaglia poco o nulla, almeno quando conta. Si prende qualche meritata licenza nel finale. Prezioso sia in difesa che nell'appoggio alla regia (5 assist).
Sarto ng: poche apparizioni ininfluenti a partita ormai decisa.
Alviti 6,5: dichiara di non percepire la tensione da ex. E l'inizio di gara pare dargli ragione, visti gli 8 punti in rapida successione. Poi qualche fallo sciocco lo raffredda visibilmente ed il prosieguo è meno esaltante.
Wayns 8: la prima, vera prestazione da americano. Silente nel primo quarto, si scatena poco dopo ingaggiando un duello di punti ed assist con Fultz. Stravinto, alla fine, dall'ex Sixers che domina la scena fino alla meritata ovazione.
Antonutti 6: i tiri dal gomito sono puntuali come un cucù svizzero. Però in difesa patisce la stazza di Raymond. Dalla panchina è comunque efficace.
Imbrò 6: sufficienza strappata d'un soffio. Tira un po' il fiato dopo due mesi spesi a 100 all'ora.
Chillo 6: sale di tono col passare dei minuti, dopo aver sofferto Rossi per almeno 20 minuti. Qualche persa di troppo.
Uglietti 6,5: la sua utilità si manifesta nell'attitudine difensiva costante, anche sul +15. Stavolta non deve spendersi eccessivamente in regia.
Lombardi 7,5: fosse sempre così... veloce, rapido, concentrato. E preciso: soltanto un errore, dall'arco, in una serata in cui tira magnificamente e difende pure con attenzione, sia su Raymond che sui cambi sistematici.
Menetti 7: la grinta con cui richiama all'ordine i suoi dopo un paio di sbandate chiarisce il suo ruolo. Bravo e concentrato. Se poi Wayns è questo...

Montanari 6,5: ottimo cambio per Fultz. Bravo a farsi trovare sugli scarichi, regia abbastanza ordinata, pochissime sbavature. Un giovane da seguire.
Crow 5,5: croce e delizia. Giocate da campetto, tiri impossibili realizzati e tentativi semplicissimi falliti. Più qualche sciocchezza qua e là.
Fultz 7: finché ha benzina, ingaggia un duello meraviglioso con Wayns. Poi deve alzare bandiera bianca. A 36 anni dimostra comunque di poter dire ancora la sua.
Bowers 4,5: prima vera iniziativa a partita sostanzialmente finita. Un peso, non un valore aggiunto, a dispetto dei 5 assist.
Rossi 7: totem di sostanza, irride Chillo in più occasioni. Poi però spende qualche fallo di troppo e deve alzare bandiera bianca non potendo arginare l'energia di Lombardi e le incursioni dei piccoli di TVB.
Simioni 5,5: si vede e si sente poco in campo. Piuttosto si fa notare nel finale quando, sostituito, manda a quel paese l'allenatore che lo richiama per un evidente errore in marcatura.
Raymond 5,5: primo quarto da califfo, qualche bel movimento di piedi ma nulla più. La squadra reagisce quando lui e Bowers sono in panchina: brutto segnale.
Magrini 6,5: non dispiace il dinamismo con cui si alterna nei tre ruoli esterni. Cerca di fornire un apporto ed in fondo è uno degli ultimi ad arrendersi.
Di Paolantonio 6: la sua idea migliore è la zone-press nel secondo quarto, riproposta poi ad inizio ultima frazione. Le rotazioni corte, la serataccia degli americani e la pessima prova difensiva di Crow invalidano il suo piano tattico.

domenica 25 novembre 2018

Tutto molto Lollo

CAPITOLO 7: IL PEPERONCINO VIENE DAL PIEMONTE

Era un piccolo esame di maturità, quello del PalaSavelli. E la De' Longhi l'ha passato con fatica e ricorrendo all'aiuto fondamentale di qualche elemento cardine. Non si può parlare di successo pieno, né di prova pienamente superata. Anche perché sul parquet si è vista ancora una volta una squadra priva di un vero play, con molte soluzioni adattate e vittima per larghi tratti delle sfuriate di un ex amato, forse rimpianto, sicuramente velenoso.

Non era certo la prima volta da avversario di TVB per La'Marshall Corbett. Anzi, scorrendo gli almanacchi si scopre che oggi per la sesta volta in carriera la guardia americana ha ritrovato la società che lo portò in Italia. Ma questa Treviso non è più quella di Corbett: è cambiato tutto, in campo ed in panchina. Eppure La'Marshall si diverte ancora a gonfiare la retina del canestro di quella compagine che lo lanciò, lo esaltò e poi lo cacciò per il più stupido degli errori. Ed è difficile non pensare a cosa sarebbe potuta essere quella TVB con Corbett (e senza Abbott) sino in fondo, anche nei playoff.

Chiusa la parentesi del passato, il presente ci racconta di una De' Longhi ancora tanto confusionaria e pasticciona, che si esalta nella lotta corpo a corpo e nella transizione ma che entra in crisi non appena il suo primo, elementare gioco offensivo (pick'n'roll centrale per il lungo rollante o con riapertura sugli angoli) viene ostacolato con una marcatura fisica ed un paio di raddoppi. I ringraziamenti a Tessitori per aver tenuto in piedi la baracca per tre quarti di partita sono obbligatori ma occorre ricordare che per cucinare a puntino il brodetto marchigiano è stato necessario ancora una volta puntare tutto sul lato più speziato della cucina di Menetti.

L'ingrediente fondamentale della ricetta è il peperoncino. E senza Lorenzo Uglietti probabilmente a quest'ora staremmo parlando di una bruciante sconfitta contornata dalla prestazione mostruosa del già citato Corbett. Invece lode sia allo sgraziato ma efficacissimo esterno tuttofare, prezioso ed utilizzabile come il prezzemolo ma capace di donare un tocco di imprevedibilità, di sapidità e di gusto al piatto. Qualche flash: la difesa sull'indiavolato Corbett; il recupero a metà campo con schiacciata in contropiede; la regia improntata a qualche gioco di rottura; la lotta a rimbalzo. Questo e molto altro è Uglietti, il vero refugium peccatorum del ricettario di Menetti per cucinare gli avversari.

Il resto è un corollario di notorietà. Anche sul fronte di Montegranaro, bella ed incompiuta, con scelte tecniche e tattiche talvolta incomprensibili. Occorre ricordare tuttavia che gli obiettivi delle due squadre sono differenti: in fondo Treviso ambisce a salire in Serie A e la Poderosa a disputare un'annata da guastafeste altrui. Dopo aver accarezzato l'impresa con la Fortitudo, la XL Extralight ha ripetuto con la De' Longhi. Se in casa Bigioni ci si lascerà contagiare dalla voglia di salire di livello, sarà imprescindibile in futuro compiere alcune scelte conseguenti. Intanto, pur con la terza sconfitta di campionato (tutte in casa: strano record), Montegranaro si gode un posizionamento in piena zona playoff. TVB invece si appresta a programmare in maniera differente il proprio lavoro di inizio dicembre: la convocazione in Nazionale di Tessitori obbligherà a due partite casalinghe ravvicinate, prima con Imola e poi con Forlì, che verosimilmente decideranno parte delle sorti dei biancocelesti nel rush verso il giro di boa.

PAGELLE MONTEGRANARO-TV

Treier 5,5: entusiasmo da vendere, tanta esuberanza ma poca concentrazione. Il fallo sulla schiacciata di Lombardi evidenzia scarsa presenza mentale. Peccato perché le doti tecniche dell'estone allevato a Moncalieri sarebbero di prim'ordine.
Testa sv: tre impalpabili minuti.
Mastellari 6,5: giocatore spesso sottovalutato, si fa apprezzare in mille modi. Ciliegina sulla torta, la rubata su rimessa con assist per la tripla a fil di sirena di Corbett.
Simmons 5,5: dai tempi di Scafati non è migliorato granché. L'atletismo c'è, l'attitudine a giocare spalle a canestro non è sparita ma in difesa patisce Tessitori e davanti compie alcune scelte discutibili.
Palermo 6: ordinato, preciso, puntuale. Non un fenomeno ma con una guardia che necessita di poter trattare il pallone a piacimento riesce a convivere benissimo.
Petrovic 5,5: benino in attacco, malissimo in difesa dove perde il proprio uomo di riferimento spesso e volentieri.
Negri 6,5: a Treviso pativa il quintetto base, rendendo al massimo quando poteva uscire dalla panchina; l'esatto contrario alla Poderosa, dove regala il meglio quando viene responsabilizzato. Probabilmente avrebbe voluto regalare un dispiacere alla sua vecchia squadra.
Corbett 8,5: sbaglia poco o nulla, in alcuni momenti appare da ogni parte, catturando rimbalzi in maniera plastica per proporsi tre secondi dopo dalla parte opposta a scardinare la difesa. Poco più di un anno fa aveva espugnato il Palaverde a suon di bombe, stavolta il suo 5/6 dall'arco è prova notevole ma inutile.
Amoroso 5: l'età avanza inesorabile e contro la gioventù di Lombardi nulla può. Qualcosa di meglio lo offre contro Antonutti. Troppo poco.
Traini 4,5: rari momenti di esaltazione seguiti da disastri ferroviari. Più volte si incunea in area a testa bassa provocando sfondamenti. Non pago, scompagina la manovra della sua squadra e perde la testa nei momenti decisivi.
Pancotto 5: per 35 minuti Corbett gli ha regalato un sogno. Poi è giunto il risveglio amaro, accompagnato da decisioni davvero incredibili, a cominciare dalla scelta di Traini in cabina di regia.

Tessitori 7: la chiamata in Nazionale pare averlo galvanizzato nuovamente. Per larghi tratti domina la scena nel pitturato, poi accusa un debito d'ossigeno commettendo due falli sciocchi.
Burnett 6,5: bottino personale modesto ma tanto dinamismo. E 8 assist che non sono affatto da disprezzare.
Sarto 6: bella bomba dall'angolo nel primo tempo.
Alviti 6: presente alla bisogna, anche se pure stavolta non sono mancati i falli sciocchi. Potrebbe e dovrebbe dare di più.
Wayns 5: male. E purtroppo non è una novità. Il -5 di plaus/minus, dato peggiore di tutta TVB, è fotografia impietosa.
Antonutti 6,5: imbarazzante per tre quarti, in crescendo e prezioso nel finale. Per stavolta, bene così.
Imbrò 5,5: una gran fatica sui due lati del campo. Un passetto indietro rispetto alle precedenti prestazioni.
Chillo 6,5: da dimenticare le velleità perimetrali. Per il resto, bella lotta sotto i tabelloni e tanto lavoro sporco.
Uglietti 8,5: quando viene spostato su Corbett, l'americano smette di devastare il canestro di Treviso. In regia si disimpegna benissimo, in marcatura sa essere efficace e se dovesse continuare a mostrare quel tiro pungente dall'arco potrebbe diventare un giocatore totale. In attesa di Tomassini, la squadra ha trovato il suo equilibratore.
Lombardi 6,5: mezzo voto in meno per la leggerezza sulla rimessa che a fine terzo quarto costa la tripla del sorpasso di Corbett. Per il resto, bella prestazione di sostanza.
Menetti 6,5: i suoi faticano a contenere le sfuriate di un giocatore indemoniato e serve sempre un cambio di passo in difesa per svoltare le partite. Uglietti è la sua coperta di Linus, ormai l'ha capito. Da capire invece cosa fare con Wayns che proprio non pare riuscire ad ingranare.

Quintetto ideale: Uglietti, Corbett, Burnett, Lombardi, Tessitori.