Torno a scrivere qui, nel blog, nell'imminenza della fine dell'anno solare 2025 e immediatamente dopo la sconfitta casalinga di TvB contro Sassari. Ennesimo risultato, quest'ultimo, di una somma di errori compiuti dalla società Treviso Basket da marzo scorso sino a oggi. Peccato che in pochi se ne siano accorti. E che quei pochi non siano stati ascoltati. Perché signori, parliamoci chiaro: la classifica dice ultimo posto, 4 miseri punti ottenuti in tredici turni, bilancio 2-11. Un mesetto fa pronosticavo un giro di boa a 3-12 e mi pare di non essere lontano dalla conferma del mio vaticinio. Non perché io sia un veggente o goda di chissà quali poteri precognitivi. Semplicemente ho fatto una lucida analisi di tutti gli elementi in causa, li ho soppesati, confrontati, discussi e alla fine ho ricavato un risultato. Che sarà brutto, spiacevole, indigesto, ma è reale. E dovrebbe far riflettere prima di tutto chi ha voluto, con le proprie decisioni, giungere alla situazione attuale.
Il 2025 si era aperto nel migliore dei modi. Era il 4 gennaio, una esaltante TvB priva di Olisevicius e con Alston ormai in uscita dal roster attivo sconfiggeva Brescia, futura finalista scudetto. Quella vittoria sigillò il record societario nel girone d'andata, 14 punti. Che sarebbero stati di più se soltanto due settimane prima Ky Bowman non avesse commesso una leggerezza nel finale del PalaSerradimigni o se il successivo 12 gennaio a Varese la sorte fosse stata favorevole. Proprio la partita di Masnago fu lo spartiacque di una TvB destinata a calare drasticamente giacché la scelta di affidarsi a Jordan Caroline come sostituto prima di Olisevicius e poi di Alston si rivelò sbagliata. Errare è umano, lo dice il proverbio. Eppure al netto dell'infausto ingaggio dell'ex Trento, la versione 2024-25 della Nutribullet è stata una delle più soddisfacenti della storia del club in LBA. Storia che, salvo clamorosi stravolgimenti, si concluderà il prossimo maggio con il ritorno in A2 dopo sette stagioni. Un finale già scritto. E deciso non a dicembre ma a marzo 2025.
Perché l'ultimo posto attuale, il magro bilancio sportivo, l'insoddisfazione, la prospettiva di una retrocessione sacrosanta hanno delle fondamenta scavate dieci mesi fa. Quando qualcuno autorizzò, accompagnò, pungolò l'assurda contestazione dei prepartita, i fischi, gli ululati. Un mobbing morale che ha avuto esecutori diffusi e che non è stato arginato in alcun modo dalla società. La quale avrebbe avuto il dovere assoluto di schierarsi e che preferì voltarsi dall'altra parte come se nulla fosse, non tutelando i propri dipendenti e tesserati esponendoli al contrario alla cieca ferocia di chi non capisce un fico secco di pallacanestro (e qui già immagino i travasi di bile di chi ripete l'insulsa litania dei "30-40-50 anni passati a vedere basket"). I disastri attuali sono figli di quella situazione, di quella mancata decisione. Che in realtà aveva una finalità chiara: preparare il terreno a una plurima separazione.
Gli agguati vocali alla presentazione delle squadre in realtà non erano qualcosa di improvviso o spontaneo. Facevano parte di una regia orchestrata attraverso chat social in cui vari soggetti hanno soffiato sul fuoco del malcontento e della contestazione, creando un clima così avvelenato da risultare irrespirabile. Nonostante ciò la squadra si era compattata vincendo tre partite in serie tra aprile e maggio, pareggiando il solito record stagionale di 24 punti e ottenendo un onestissimo 11esimo posto. Peccato che fosse stato tutto deciso a monte. A fine marzo era stato giubilato il diesse Simone Giofrè cui erano state addebitate così tante colpe e responsabilità da far intendere come lui fosse in realtà soltanto il primo di un lungo elenco di capri espiatori neanche avesse dilapidato cifre folli per ottenere fallimenti. Per la cronaca, l'anno scorso TvB aveva il penultimo budget netto di LBA; meno aveva speso soltanto Pistoia, devastata dalla gestione Rowan, mentre la seconda retrocessa Scafati aveva buttato un patrimonio così come Cremona per salvarsi aveva speso molto di più rispetto alle proprie abitudini. Per tacere dei monte ingaggi faraonici di Tortona (in Coppa Italia all'ultimo, fuori dai playoff) e di Venezia (esclusa dalla Final Eight, ai playoff da ottava) che contro Treviso avevano rimediato solo sonore ripassate. Poi è stato il turno di Frank Vitucci, licenziato 36 ore dopo l'ultima trasferta stagionale. E a cascata, via quasi tutta la squadra tranne chi aveva contratto o chi poteva essere rinnovato con la minima spesa.
I mali attuali di TvB sono nati lì, da marzo a maggio 2025. Chissà quanti hanno capito che Ky Bowman, che aveva un accordo 1+1, ha sfruttato l'apposita clausola d'uscita (a differenza di quanto avvenuto con Olisevicius, rimasto) non tanto o solo per il maggiore stipendio offerto da Venezia più la possibilità di giocare una Coppa europea. Bowman, fossero rimasti Giofrè e Vitucci, avrebbe almeno riflettuto un po' di più invece di rispondere subito "no grazie" appena Treviso Basket gli ha proposto un piccolo adeguamento per provare a trattenerlo. Perché l'ex Golden State si era trovato a meraviglia con l'allenatore e il diesse che lo avevano portato in Italia al punto che tra l'estate 2024 e febbraio 2025 aveva rifiutato avances persino da club di Eurolega per restare alla Nutribullet. Con Bowman al posto di Abdur-Rahkman sarebbe stata la stessa TvB di oggi? Esercizio lezioso, questa domanda, ma per una volta mi concedo questo lusso.
Quindi via tutti. Via Giofrè, Vitucci, l'altro contestatissimo Harrison che ha sempre avuto la lingua un po' troppo lunga ma che ha avuto il pregio di tenere unita la squadra da capitano nel mezzo delle tempeste e di riappacificare lo stesso Vitucci con Macura, dopo un inizio di stagione privo di feeling reciproco. Via Mascolo, pure lui fischiato nonostante abbia giocato per cinque mesi con un polso rotto. Via Paulicap, inizialmente contestato pure lui dai presunti fini conoscitori di pallacanestro e ora rimpianto. Via Macura che comunque aveva altri piani. Via Mezzanotte, Mazzola con i suoi problemi fisici, Faggian vittima della propria mancata evoluzione, per fortuna via anche Caroline ossia l'unico corpo estraneo. E spazio da lì in avanti per dichiarazioni a volte contraddittorie, a volte esagerate su rapporti umani, ambizioni, progetti, obiettivi.
Una vecchia regola del marketing stabilisce che è sempre meglio spararla grossa per stupire e quindi vendere il prodotto, anche se quest'ultimo è un catorcio. L'esempio migliore lo diede la filiale italiana della Renault che in piena crisi energetica del 1973 diede impulso alle vendite della R4, robusta autovettura col difetto di essere assetatissima di carburante, inventando di sana pianta una sua presunta capacità di risparmiare benzina. In ambito sportivo però vale il concetto contrario, ovvero volare basso, essere prudenti, dichiarare di puntare al minimo sindacale così da ridurre l'impatto emotivo di eventuali risultati scarsi o raccogliere l'entusiasmo a fronte di impronosticabili exploit. TvB ha preferito battere la strada del sensazionalismo, degli ingaggi altisonanti in stile Ragland firmato con un biennale con stipendio a salire dichiarando come obiettivi l'approdo alle Final Eight di Coppa Italia e ai playoff. Con il 2025 in chiusura possiamo dire con certezza che per il settimo anno di fila Treviso Basket vedrà la kermesse della coccarda in televisione, forse persino con l'Under19 della Next Gen a meno che quest'ultima tra qualche giorno non collezioni almeno tre vittorie nei quattro incontri previsti in Romagna. E i playoff? L'unica apparizione risale al 2021, frutto di un calendario benevolo, di sei vittorie in fila, di un gruppo persino meno costoso dell'attuale e di ulteriori doni della buona sorte, dal forfait in corsa di Roma agli ingaggi correttivi di Sokolowski e Lockett.
Il 2026 inizierà a brevissimo e posso già vaticinare che sancirà il ritorno di TvB in A2. Categoria che il club conosce, avendovi militato per sei stagoni, ma che nel frattempo ha cambiato pelle. Per gli amanti delle statistiche, negli ultimi dieci anni soltanto tre realtà sono prontamente risalite dalla retrocessione. La prima è stata la Virtus Bologna che però fa storia a sé, avendo potuto godere di una sommatoria tra l'ampia disponibilità economica di Massimo Zanetti che rilevò la società in cadetteria spendendo senza problemi cifre folli e un telaio giovanile di primo livello su cui costruire la squadra della rinascita. Poi sono venute Cremona e Trieste: pure i giuliani hanno beneficiato di un cambio di proprietà importante, passando dal Cotogna Sports Group all'epoca già in chiusura ai munifici assegni dell'avvocato Matiasic; la Vanoli invece ha avuto una chiara visione sportiva e manageriale che ha coniugato il consueto rigore nei bilanci con scelte giuste nei ruoli chiave.
Sempre per il connubio tra storia e statistica, l'unica squadra negli ultimi dieci anni capace di salvarsi dopo un girone d'andata da 6 o meno punti è stata Napoli: è accaduto nella passata stagione quando i partenopei svoltarono a 4 punti, una miseria. Ma è anche vero che quella Napoli, poi ceduta al nuovo padrone italoamericano, venne completamente ricostruita in corsa con innesti pesanti in più ruoli e cambiando sia allenatore che direttore sportivo. Il tutto, ironia della sorte, dopo aver vinto una memorabile Coppa Italia. Giova oltretutto ricordare che delle due retrocessioni del 2025 una era prenotata in partenza da Pistoia, implosa nel girone di ritorno poiché sotterrata da una gestione rovinosa dal punto di vista sia sportivo che societario ed economico. Stavolta le retrocessioni sono due, sempre che in FIP non decidano di aver esaurito la pazienza smettendo di provare a salvare Trapani e il suo ingombrante padre-padrone: altre società in passato hanno pagato in maniera assai più pesante magagne ben minori. Qualora in via Vitorchiano dovessero decidere di staccare la spina del respiratore allo squalo siciliano, allora TvB potrebbe avere una singola chance. Sempre che non si compia per la terza volta la maledizione di Frank Vitucci. Se non lo sapete, le ultime due società che hanno cacciato l'allenatore veneziano sono retrocesse e una di queste è perfino scomparsa. Treviso sarà la terza? Intanto un bel passo in avanti potrebbe essere compiere un atto di onestà, coraggio e correttezza. Auspicherei che i veri responsabili del declino sopra descritto, dai fischi di marzo in avanti, mandino almeno un messaggino ai giubilati della scorsa primavera. Non servirà a riportare indietro le lancette di padre tempo ma sarebbe un gesto apprezzabile di umiltà. Merce rara, quest'ultima.






