Alla fine TvB ce l'ha fatta. Altra salvezza in saccoccia, ancora un anno in LBA garantito. Si festeggia sotto il cupolone di Desio ed è giusto così. Sei vittorie in sette turni sono un ruolino non da salvezza ma da playoff - e tale sarebbe stato se solo a inizio marzo non ci fosse stata la "Pepponata" nel derby e se negli ultimi due minuti a Varese non fosse stato schierato uno smallball con Pinkins unico lungo. Ma per come stava procedendo la stagione, che al 22esimo turno vedeva Treviso Basket produrre un record da 3 vittorie e 17 sconfitte, con una striscia di 6 ko in fila nel girone di ritorno, pareva scritta. A favore degli smemorati, categoria che annovera diversi personaggi emersi nelle ultime ore ma silenti sino a pochissimo tempo fa, ricordo che la sera del 15 marzo ultimo scorso la Nutribullet era a -6 in classifica da Cantù, a -8 da Sassari, con otto turni da disputare e prospettive nefaste. Ora tutti si è giustamente felici del risultato, ma alcuni paiono aver dimenticato come sia stato possibile ottenere tutto ciò. Ed è proprio a questi smemorati, che a occhio e croce sono gli stessi espertoni che un anno fa si dilettavano nella disciplina della fischiata preventiva, che dedico questa semplice riflessione. La salvezza di TvB nel campionato 2025-26 è figlia di tanti padri. E di questi, buona parte è esterna al club e alla piazza trevigiana. Quindi è giunto il momento di ringraziarli.
Il secondo ringraziamento va rivolto a coach Alessandro Magro. Che a Napoli non aveva lavorato poi tanto male ma ha commesso il grave errore di assecondare chi dentro la società partenopea spingeva per il ritorno di Leonardo Totè. Riprendendosi il centro veronese, la Guerri ha avuto via libera per cercare un esterno (Doyle, bella pesca) ma ha dovuto rinunciare a Ed Croswell. Il quale non è andato all'estero ma è rimasto in Italia, semplicemente salendo a Napoli Centrale a bordo del Frecciarossa che giornalmente risale da Salerno verso Gorizia e ferma anche a Treviso Centrale. A TvB mancava come l'aria un centro da pitturato che completasse il gioco offensivo altrimenti sbilanciato sul perimetro, dove peraltro la squadra è ultima per percentuali. Con Croswell in quintetto e Radosevic spostato in panca ad agire da terzo nella rotazione dei lunghi, la quadratura si è finalmente trovata e la squadra ha trovato un equilibrio degno di tale nome. Croswell da quando è a Treviso segna 15,6 punti e cattura 5,9 rimbalzi a sera: numeri che DeShawn Stephens non avrebbe mai garantito, al pari della difesa in area che è tornata solida dopo troppe gare in cui gli avversari potevano banchettare. Quindi anche a coach Magro vanno dei sentiti ringraziamenti oltre all'augurio sincero di tornare presto in panca perché al netto del brutto epilogo della sua esperienza napoletana rimane uno degli allenatori italiani più bravi e preparati.
Il terzo e probabilmente maggiore ringraziamento va indirizzato alla Dinamo Sassari. Società, staff, squadra: un blocco unico. Perché solo un cieco potrebbe non vedere il crollo totale del Banco di Sardegna che si è condannato con le sue mani a una retrocessione incredibile. Lo scorso 7 marzo, mentre TvB si preparava al derby, Sassari vinceva a Trento in overtime e saliva a quota 14 punti, otto in più di Treviso nei cui confronti aveva pure lo scontro diretto a favore. Alzi la mano chi avrebbe mai pensato alla possibilità che i sardi perdessero tutte le gare successive, addirittura invertendo il fattore canestri con la Nutribullet. Invece la Dinamo ci è riuscita. Per carità, qualche sconfitta può essere oggetto di recriminazioni, si vedano i finali a Cantù e Varese, ma resta la questione di fondo. Nessuno avrebbe mai immaginato che Sassari sarebbe letteralmente implosa. E lo ha fatto per una somma di fattori. Il primo, l'aver affidato la panchina a un allenatore non abituato a gestire determinati giocatori e alcune rotazioni, a cominciare da quelle dei lunghi nella partita del 29 marzo contro TvB. Il secondo, aver pensato che il +8 sull'ultimo posto fosse comunque un margine sufficiente. Il terzo, non aver cambiato qualcosa nel roster quando era possibile. Il quarto, gravissimo col senno di poi, non aver voluto (ri)prendere Alessandro Cappelletti a gennaio, quando sul giocatore c'erano solo Treviso e Napoli. E qui va riconosciuto un merito a Federico Pasquini che ha riscattato gli errori commessi in precedenza riuscendo a far valere il consolidato rapporto col giocatore per convincerlo a spostarsi nella Marca.
Poi, è chiaro, le partite bisogna anche vincerle. Quindi direi di ringraziare anche un ex di TvB, per nulla rimpianto, che grazie a un suo sconsiderato gesto ha permesso alla Nutribullet di vincere la prima partita della serie-salvezza. Senza quel fallo tecnico per una esultanza sopra le righe condita da qualche parolina di troppo, chissà come sarebbe andata. Per bilanciare e restando in tema di talento e sregolatezza, grazie mille anche a JP Macura per essere tornato e per quella tripla senza senso alcuno nel finale al PalaSerradimigni che ha consentito di ribaltare la differenza canestri. Tra chi c'è stato dall'inizio, grazie a "Mars" Abdur-Rahkman che si è dimostrato molto più solido dei fischi e, in proporzione, di quel Joe Ragland che forse pensava di giochicchiare in ciabatte e che dopo appena due mesi ha iniziato a remare contro; grazie a Miaschi e Chillo, altri due che sono stati contestati fino all'insulto e che invece hanno contribuito a svoltare la stagione; grazie a Ciccio Pellegrino che ha stretto i denti, si è dimostrato professionale oltre che professionista dando una piccola involontaria lezione a quei giocatori italiani che pretendono spazio solo per lo status; grazie ad Alberto Morea che ormai è "abituato" alle salvezze e che quest'anno ha visto cambiare la squadra così tante volte che è un miracolo non gli sia venuto un mal di testa da abbonamento al Nurofen. Grazie ovviamente a chi mette il vil denaro a disposizione - e quest'anno ne è servito parecchio per rimediare agli enormi errori iniziali. Ci si rilegge nei prossimi mesi.
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